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Anche il Tour de France 2026, come tutte le edizioni passate, avrà delle tappe più decisive delle altre. Non necessariamente quelle di montagna, visto che comunque il percorso della Grande Bucle sarà molto variato.

Abbiamo preso cinque di queste frazioni che potrebbero disegnare in modo chiaro e definitivo la classifica generale.

Tour de France 2026, occhio alla cronosquadre

Pronti via e si comincia con una specialità che nel corso degli anni ha perso sempre più peso. La cronometro a squadre tra le strade di Barcellona aprirà la Grande Boucle e potrebbe già dare la Maglia Gialla a qualcuno dei favoriti.

Detto che il miglior cronoman del pianeta, forte anche di titoli mondiali e olimpici, è Remco Evenepoel, il belga potrebbe vestire i panni del leader della generale anche grazie agli altri specialisti che la sua RedBull si porterà in Spagna.

Persino rispetto alla Visma e alla Uae il team sponsorizzato dalla nota bevanda energetica è migliore, ma in generale questa cronosquadre metterà già di fronte, a distanza, Pogacar e Vingegaard, i due grandi favoriti.

Sesta tappa, si va sui Pirenei

Avvio movimentato, quello del Tour de France 2026, con l’ingresso immediato anche se un po’ soft dalla Catalunya ai Pirenei.

L’ultima tappa di questo segmento del percorso sulle montagne che fanno da confine tra Francia e Spagna arriva a Gavarnie-Cèdre, dopo cinque giorni di frazioni movimentate. Traguardo inedito per la corsa, peraltro.

Due nomi sono sufficienti a descrivere la durezza di questa tappa, peraltro abbastanza lunga, di 186 chilometri: Col d’Aspin e Col du Tourmalet, che in passato hanno fatto la storia della Grande Boucle.

Frazione che chiaramente è la cesura dopo il Grand Départ e possibili vari avvicendamenti di Maglia Gialla.

Decima tappa, festa nazionale dopo il riposo

Il 14 luglio è l’anniversario della Presa della Bastiglia del 1789, l’avvio della Rivoluzione Francese: insomma, la festa nazionale per i nostri cugini d’oltralpe.

La tappa in programma è la Aurillac-Le Lioran, siamo già nel centro del Paese, nel Massiccio Centrale, e a metà esatta del Tour de France 2026.

Si corre dopo il giorno di riposo, storicamente giornata non semplice per i ciclisti, che devono tornare a muovere le gambe in una tappa con arrivo in montagna, in quella Le Lioran dove nel 2024 dopo una vera battaglia quasi corpo a corpo Vingegaard la spuntò su Pogacar.

Motivi ce ne sono per rivedere l’eterno duello tra questi due fuoriclasse.

Quindicesima tappa, Le Salève 34 anni dopo

In chiusura della seconda settimana del Tour de France 2026 il gruppo affronterà il Massiccio del Giura, nel nord-est della Francia. Anche qua, prima dell’ultimo giorno di riposo, chi potrà sparare le sue cartucce lo farà, sulle rampe illibate dal 1992 di Le Salève.

Un posto magico, chiamato “Il balcone di Ginevra”, perché si trova anche al confine con la Svizzera in questa zona normalmente toccata dall’ormai ex Giro del Delfinato, ora Tour d’Auvergne-Rhone Alpes.

Il Col de la Croisette sarà l’asperità decisiva, una di quelle che forse darà la mazzata definitiva per chi non sarà in grado di avvicinarsi al podio della generale.

Curiosamente anche quel Tour del 1992 era partito dalla Spagna, da San Sebastian nei Paesi Baschi. La tappa la vinse lo svizzero Rolf Jahrmann.

Tour de France 2026, giudice Alpe d’Huez

Non è molto comune vedere lo stesso punto come traguardo di due tappe diverse, in linea peraltro, ma l’Alpe d’Huez può questo e altro.

Il gigante alpino accoglierà il finale della tappa 19 e 20 della Grande Boucle di quest’anno, e sappiamo benissimo come i suoi tornanti possano azzoppare chiunque o trascinare i protagonisti direttamente tra i libri di storia del ciclismo.

Terz’ultima tappa, partenza da Gap, luogo mitico soprattutto per l’Italia (Basso campione del mondo davanti a Bitossi nel 1972), penultima tappa vero tuffo nella leggenda: Croix de Fer, Télegraphe, Galibier, 5500 metri di dislivello. Davvero da brividi.