Habemus Serie A. Sì, già da un po’, però stavolta è completa. Le 20 squadre che vedremo nel prossimo campionato. E cos’accadrà? E chi sarà la sorpresa? Sarà una di queste tre? Non è andata benissimo a due delle tre promosse un anno fa: il Pisa non ha superato lo stress test del massimo campionato, la Cremonese ha lottato fino alla fine e poi è caduta.
Certo, c’è stato il Sassuolo. Ma potremmo considerarlo quasi un caso a parte, sia per la forza della rosa, sia per aver rispolverato un allenatore che molti consideravano da categoria e che invece oggi tutti immaginano da grande squadra. Il calcio.
Comunque, adesso toccherà a Frosinone, Venezia e Monza, quest’ultimo bravo a vincere la tonnara dei playoff. Darà un boost. Lo abbiamo visto più volte.
Frosinone
Intanto, ripartiamo da chi ha svoltato il proprio campionato, e dopo due anni ha ritrovato la Serie A. Il Frosinone ripartirà da Massimiliano Alvini, allenatore spesso molto sottovalutato, però forte e completo. Con uno stile atipico. E perciò intrigante.
Aspettative in Serie A
Oggettivamente, dove può arrivare il Frosinone in Serie A? L’augurio è che si ripeta una stagione più o meno tranquilla. Come abbiamo visto anche quest’anno, la quota salvezza orbita attorno ai 40 punti, e i giocatori per raggiungere quella cifra, il club laziale, ce l’ha. Molto però passerà dal mercato: ci sono giovani interessanti, servirà alzare il livello d’esperienza.
Come giocheranno?
Difficilmente Alvini rinuncerà al suo 4-3-3. Questo vuol dire che ritroveremo una squadra profondamente giochista, che predilige ritmo alto, aggressione, verticalità appena si potrà. Bisognerà capire però i ruoli chiave: Palmisani, il portiere, può fare il salto di qualità. Ghedjemis cerca la consacrazione. Una punta vera potrebbe fare la differenza, così come un centrocampista di esperienza.
Occhio a…
Lo abbiamo citato: Farès Ghedjemis. Segnate anche per il fantacalcio. L’ala destra franco-marocchina ha alzato il livello delle sue giocate e adesso cerca conferme nel massimo campionato. Un altro da tenere d’occhio è invece Matteo Cichella: classe 2005, appena vent’anni, ma leader della mediana. Può fare il salto di qualità.
Monza
E bentornato anche al Monza di Paolo Bianco, allenatore poliedrico che è stato prima uno stretto collaboratore di Roberto De Zerbi e poi si è preso il ruolo di assistente di Allegri, alla Juventus. Forte. Fortissimo. E felicissimo della sua consacrazione, di essere arrivato nel giro grosso dopo aver fatto la gavetta a Modena con buoni risultati. Attenzione perciò al Monza: ha squadra, potenzialità, tecnico e… proprietà ricca.
Aspettative in Serie A
Possono ripercorrere anche le orme del Sassuolo di quest’anno, soprattutto se manterranno le promesse fatte sul mercato. Tipo uno alla Koleosho, per capirci, che intanto ha debuttato nella Nazionale maggiore. Comunque, non c’è solo qualità. C’è gente da Serie A. Come Cutrone, come Mota, come Petagna, Obiang, Ciurria, capitan Pessina. Non si deve ricostruire, ma migliorare.
Come giocheranno?
Bianco ha adottato il 3-4-2-1 e si adeguerà probabilmente allo stile avuto nell’ultima stagione di B. Occhio a dare il Monza come la classica squadra che si difende compatta: i braccetti sono spesso alti, Hernani in mezzo al campo dà geometrie e ultimi passaggi (giusti), e poi ha soluzioni. Come Peppe Caso. Come Colpani. Una squadra per trequartisti: se si fanno concreti, è un problema per tutti.
Occhio a…
In attesa di capire effettivamente come andrà il mercato, segnaliamo un nome apparentemente a sorpresa: è quello di Samuele Birindelli. Che ha assaggiato la Serie A, che però in questo ruolo sta dando davvero il meglio di sé. Ha 26 anni, non è più un ragazzino, ma ha dimostrato di essere persino un leader. Perciò vale la pena puntare su di lui.
Venezia
A proposito di proprietà ambiziose. Lo è quella del Monza, certamente. Però anche quella del Venezia non scherza. Del resto, è tutta farina del sacco di Drake. Per quei due o tre che non lo conoscono, è tipo uno degli artisti più ascoltati al mondo. Canadese. Con enorme passione per l’Italia. E per Venezia e il Venezia. Sembrano rose, e allora fioriranno.
Aspettative in Serie A
Come il Monza, l’aspettativa per il Venezia è molto alta. Anche per le prime voci di mercato che hanno aperto l’estate veneta: Fullkrug su tutti. Insomma, può essere la sorpresa, una stagione simil Parma. Cioè una squadra molto giovane con due o tre colpi per calibrarla. E volare fortissimo.
Come giocheranno?
Si ripartirà da Stroppa, intanto. Un altro allenatore a cui hanno affibbiato il contesto della B e che invece può prendersi le sue rivincite. Si gioca con un 3-5-2 basato molto sugli esterni e sulla concretezza in mezzo. Haps e Hainaut sono giocatori forti, ma serve un altro passo. Davanti occorrerà una punta da 15 gol, almeno. Sennò si fa dura.
Occhio a…
Un solo uomo al comando del Venezia, l’anno scorso. Ed è stato John Yeboah Zamora, pescato nel 2024 dal Rakow e finalmente esploso, seppur in Serie B. Del resto, ha fatto 12 gol e 11 assist in 36 partite (considerando pure la Coppa Italia). Ed è ancora giovane: ne ha 25 ed è l’età della maturità. Magari quella del grande salto. Prima, però, la salvezza con il Venezia.


