Tutti i gironi del Mondiale sono belli, ma alcuni sono più belli di altri. Il Girone H, in questo senso, è una splendida notizia per gli appassionati di calcio. In questo gruppo possiamo infatti trovare qualità clamorosa (Spagna), grinta senza eguali (Uruguay), voglia di stupire (Arabia Saudita) e voglia di sognare (Capoverde). Abbiamo quindi tutti gli ingredienti per vivere sei partite da sogno, con un’incertezza pressoché totale su chi passerà il girone che ci accompagnerà fino all’ultimo secondo dell’ultimo turno. Andiamo a vedere nel dettaglio le rose delle nazionali.
Spagna: la favorita (del Mondiale?)
La Spagna è certamente una delle favorite per la vittoria finale. La squadra allenata da de la Fuente è arrivata con merito – e largo anticipo – al Mondiale, qualificandosi senza troppi patemi d’animo. Oltre ai risultati ha mostrato un gioco fluido, intraprendente, a tratti irresistibile – come non si vedeva da qualche anno. De la Fuente, subentrato a Luis Enrique, ha di fatto proseguito il lavoro del tecnico catalano, dandogli una struttura più solida dietro e lasciando alcuni interpreti più liberi di inventare. L’esplosione di Lamine Yamal e, anche se in misura minore, di Ferran Torres, garantiscono alle Furie Rosse quella qualità che ricorda – e forse supera – i tempi degli Iniesta e dei Torres.
Di seguito le convocazioni, ruolo per ruolo:
- Portieri: Unai Simon (Athletic), Raya (Arsenal), Joan Garcia (Barcellona)
- Difensori: Llorente (Atletico Madrid), Porro (Tottenam), Cubarsì (Barcellona), Pubill (Atletico Madrid), Laporte (Athletic), Eric Garcia (Barcellona), Cucurella (Chelsea), Grimaldo (Bayer Leverkusen)
- Centrocampisti: Pedri (Barcellona), Rodri (Manchester City), Zubimendi (Arsenal), Fabian Ruiz (Psg), Gavi (Barcellona), Mikel Merino (Arsenal), Baena (Atletico Madrid)
- Attaccanti: Yamal (Barcellona), Yeremy Pino (Crystal Palace), Oyarzabal (Real Sociedad), Ferran (Barcellona), Borja Iglesias (Celta Vigo), Nico Williams (Athletic), Victor Munoz (Osasuna), Olmo (Barcellona)
- Ct. Luis de la Fuente
Come scende in campo la Spagna e quali giocatori sono da seguire
A livello tattico, de la Fuente, in piena tradizione spagnola, predilige un sistema di gioco adatto sia al gioco sugli esterni che all’inventiva tra le linee, possibilmente lasciando grande libertà di azione dietro la punta. Ecco allora che ne esce un 4-2-3-1 a trazione anteriore, che ci aspettiamo composto dai seguenti interpreti:
- Raya
- Porro; Mosquera; Hujsen; Grimaldo
- Rodri; Pedri
- Yamal; Olmo; Williams N.
- Torres
La formazione già fa paura così, a livello di nomi, ma in panchina ne abbiamo lasciati alcuni che de la Fuente potrebbe far ruotare a seconda della partita che va giocata. Ci riferiamo soprattutto a Marcos Llorente, che può giocare in qualsiasi ruolo, magari per garantire più fisicità. Ci riferiamo a Fabian Ruiz, a Gavi, a Merino, e ancora davanti a Oyarzabal e Fermin Lopez. Troppi sono, è impossibile scegliere un undici titolare. In effetti un undici titolare neanche si dà. Certo, Yamal, in mezzo a questi fenomeni, spicca con Pedri per essere il fenomeno forse del Mondiale, non solo del girone e della Spagna in particolare. Ci aspettiamo un calcio stellare.
Capo Verde: bailare, con tigo
Sulle notte di una vecchia hit, presentiamo Capo Verde. Una squadra che già per essere qui sta vivendo un sogno – il primo della sua storia. Non chiedete però all’allenatore Bubista di ragionare sul «sogno», perché la sua squadra è realtà e vuole dimostrarlo.
I convocati:
- Portieri: Dos Santos (San Diego), Rosa (Montana), Vozinha (Chaves)
- Difensori: Lopes Cabral (Benfica), Diney Borges (Al-Bataeh), Logan Costa (Villarreal), Roberto Lopes (Shamrock Rovers), Moreira (Columbus Crew), Pina (Trabzonspor), Pires ( Seinajoki), Stopira (Torreense)
- Centrocampisti: Arcanjo (Vitoria Guimaraes), Duarte (Ludogorets), Laros Duarte (Puskas Akademia), Joao Paulo (FCSB), Monteiro (PEC Zwolle), Pina (Krasnodar), Semedo (Farense)
- Attaccanti: Benchimol (Akron Togliatti), Cabral (Estrela Amadora), Livramento (Casa Pia), Mendes (Igdir), Da Costa (Basaksehir), Rodrigues (Apollon Limassol), Semedo (Omonia Nicosia), Varela (Maccabi Tel Aviv)
- Ct. Bubista
Una storia, tante storie
Una storia è quella di Stopira, difensore della Torreense, squadra di Serie B portoghese, che quest’anno ha vinto la Coppa di Portogallo battendo in finale 2-1 lo Sporting Lisbona, cento volte più quotato. Così Stopira è il simbolo di un sogno collettivo, di una storia che viene dal basso ed è quindi tipica del Mondiale, la competizione più meritocratica e democratica che ci sia.
Proviamo ad abbozzare una formazione, dal modulo 4-2-3-1:
- Rosa
- Pina; Lopes; Pires; Cabral L.
- Joao Paulo; Semedo
- Rodrigues; Duarte; Cabral J.
- Da Costa
Arabia Saudita: l’incognita della crescita
Quando, poco meno di quattro anni fa, ci giungeva all’orecchio la notizia di un clamoroso ribaltone sportivo – la vittoria dell’Arabia Saudita contro l’Argentina di Messi, poi vincitrice dell’edizione qatariota –, allo stupore, e pure alla delusione, generali, seguiva subito una riflessione profonda sullo stato del calcio saudita in particolare, e arabo in generale.
La crescita era evidente già da prima, e il mercato faraonico del campionato locale lo avrebbe provato una volta di più. Ma da qui a parlare di una crescita interna dei giocatori e della proposta di gioco, ce ne passa. E infatti l’Arabia Saudita dopo quell’exploit si sarebbe fermato comunque ai gironi. Questa volta, a distanza di 4 anni e puntando – sulla scorta del principe Bin Salman – alla Vision 2032, potremmo aspettarci lecitamente qualcosa di diverso, di più concreto e solido, meno affidato al volere di Allah.
Non sono ancora usciti i convocati ufficiali, ma possiamo abbozzare una formazione, sulla base delle scelte dell’iconico ct Harvé Renard nell’ultima uscita contro Serbia il 31 marzo scorso. Il modulo è il 4-3-3:
- Al-Owais
- Abdulhamid; Hamed; Al-Mufarrij; Boushal
- Al-Johani; Kanno; Masoud
- Al-Sahafi; Al-Hamdan; Al-Aliwa
Stella della squadra è indubbiamente Kanno, leader tecnico e capitano dei sauditi. Da notare la presenza di una ex conoscenza della Serie A, l’arabo Abdulhamid, che è in prestito al Lens dalla Roma e coi francesi quest’anno ha vinto una Coupe de France.
Uruguay: per tornare a splendere
Sono ormai tanti, troppi anni, che l’Uruguay non si avvicina alla vittoria di un Mondiale. Uruguay, che in questa competizione ha tradizione fortissima (2 titoli, come la Francia), nonostante una popolazione inferiore ai quattro milioni di persone, vuole tornare a splendere. E con Marcelo Bielsa in panchina, può legittimamente tornare a farlo. Ciò non significa però puntare al titolo, che sembra un’impresa quasi impossibile – e il talento non è più quello della generazione d’oro.
La grande incognita è rappresentata dalla questione Valverde, ancora scosso dall’episodio vissuto a Madrid col compagno di squadra Tchouaméni. Attenzione al fattore climatico: l’Uruguay si troverà a giocare a temperature che conosce molto bene, e questo può essere un fattore.
Non sono ancora stati diramati i convocati ufficiali. Dunque, andiamo con la probabile formazione, un 4-4-1-1 dal fascino intramontabile, con il trequartista (quel fenomeno di De Arrascaeta) dietro l’unica punta:
- Rochet
- Varela; Araujo; Gimenez; Olivera
- De la Cruz; Valverde; Ugarte; Araujo
- De Arrascaeta
- Nunez
Stanti i dubbi di formazione che Bielsa scioglierà con l’andare della competizione, su tutti il duello in avanti tra Nunez e Vinas, ma anche a sinistra tra Araujo e Pellistri – che può giocare anche a destra al posto di De la Cruz –, le scelte dovrebbero essere abbastanza obbligate. L’Uruguay si giocherà il passaggio del turno con l’Arabia Saudita, ma parte avanti rispetto ai sauditi.
Il calendario del Girone
Lunedì, 15 giugno 2026
- Gruppo H: Arabia Saudita – Uruguay – Miami Stadium
- Gruppo H: Spagna – Capo Verde – Atlanta Stadium
Domenica, 21 giugno 2026
- Gruppo H: Uruguay – Capo Verde – Miami Stadium
- Gruppo H: Spagna – Arabia Saudita – Atlanta Stadium
Venerdì, 26 giugno 2026
- Gruppo H: Capo Verde – Arabia Saudita – Houston Stadium
- Gruppo H: Uruguay – Spagna – Estadio Guadalajara


