La professione del dealer, cioè il “mazziere” che al tavolo da poker distribuisce le carte, conta le chip e più in generale controlla il corretto svolgimento del gioco, non è così semplice come si potrebbe pensare.
Servono soprattutto conoscenza del gioco, capacità di concentrazione e resistenza alla fatica. Non guasta inoltre una buona capacità di relazionarsi cordialmente – ma con professionalità – ai giocatori: soprattutto quelli alle prime armi o con un atteggiamento molto competitivo.
Le parole di Toby Stone, tournament director dell’European Poker Tour , durante un’intervista rilasciata al PS blog qualche hanno fa sono molto chiare sull’importanza del dealer, donna o uomo che sia. “Ai tavoli serve un dealer socievole, che si diverta, che non giudichi i principianti, che tratti tutti i player allo stesso modo e che distribuisca le carte con velocità e precisione… il 90% dell’esperienza di un giocatore al tavolo è data dal dealer. Prima viene un buon dealer, e poi di seguito tutto il resto“.
E ancora. “In media, si lavora 10, 11, 12 ore al giorno. A volte si può arrivare anche a 13 o 14. Ci sono uno o due giorni durante l’EPT in cui i ritmi sono quelli“, spiega Stone. “Ci sono pause, compresa la pausa cena… ma in effetti può essere dura e alcuni eventi ovviamente sono più difficili di altri.“

Per tutti questi motivi i dealers dei principali circuiti torneistici di poker sono ben retribuiti. La paga, però, è generalmente la stessa a parità di ruolo, mentre floormen e tournament directors guadagnano di più.
Pochi giorni fa, proprio su questo punto è intervenuta l’organizzazione delle World Series Of Poker che, in vista dell’imminente inizio della 57ma edizione, ha deciso di aggiungere un incentivo: premiare i dealers in base alle performance individuali. A decidere chi merita di più saranno però i giocatori e non i livelli “superiori” dello staff!
Lo strumento da utilizzare è l’App ufficiale delle WSOP, la stessa che gestisce registrazioni, assegnazione dei posti al tavolo, risultati e chipcount. Tramite la funzione Rate Your Dealer, i giocatori possono assegnare ai dealers un punteggio da 1 a 5, contribuendo così ai bonus economici destinati a chi ottiene le valutazioni migliori.
Jeff Platt, volto ormai consolidato delle WSOP come ospite/commentatore e ora membro dell’organizzazione, ha spiegato ai giocatori lo scopo dell’operazione in un breve video su X. “Quello che vogliamo davvero fare è valorizzare i nostri migliori dealer, premiarli magari con bonus e portarli sul grande palcoscenico delle World Series of Poker. Vogliamo dealer di qualità. E voi ci aiuterete in questo.“
Meritocrazia e democrazia diretta o rischio di condizionamenti tra giocatori e dealer? O perfino di tensioni interne allo staff?
In questo momento, la community del poker è divisa sulla bontà dell’operazione. Alcuni grandi giocatori, come Jeremy Ausmus – sei volte vincitore di un titolo WSOP – si sono schierati a favore dell’iniziativa. “Un’idea per affrontare uno dei problemi più storici delle WSOP: questo è davvero un ottimo inizio.“
Di opinione opposta un’altra icona delle WSOP: Shaun Deeb che di titoli WSOP ne ha vinti 8. Così il fortissimo – e a volte controverso – professionista statunitense: “Funzione interessante, ma non mi piace affatto che i bonus vengano assegnati in base a questo. Tutti i dealer finiranno per dire ‘datemi 5 stelle’, perché verranno spinti a farlo. Sarà molto fastidioso per tutta l’estate.“
Scopriremo presto da che lato penderà la bilancia, perché l’edizione 2026 delle WSOP si gioca dal 26 maggio al 15 luglio nelle ormai consolidate pokeroom Horseshoe e Paris Las Vegas. In ogni caso la decisione dell’organizzatore sui bonus sembra ormai definitiva.
E voi, da che parte state?
Immagine di testa credits PokerNews