A sei anni di distanza dall’ultima apparizione, l’Aussie Millions non sembra aver perso quell’atmosfera gioiosa, e al tempo stesso competitiva, che lo ha contraddistinto nelle passate 23 edizioni. Lo conferma soprattutto l’affluenza di giocatori nella pokeroom del Crown Melbourne Casino, registrata durante le prime giornate.
L‘edizione 2026 ha preso il via il 24 settembre con l’Opening Event da 1.500 dollari australiani (AUS$) di iscrizione. Il debutto è stato eccellente, caratterizzato da 2.144 entry, per un prizepool complessivo di AUS$2.787.200. Alla fine si è imposto il giocatore di casa Josh Duce che in heads-up ha battuto il connazionale Sreng Chhor, per un incasso pari a AUS$438.400 (circa 312.000 dollari americani). Per la cronaca, seduti ai tavoli del primo torneo c’erano anche tanti nomi noti, ad esempio il vincitore del ME WSOP 2025 Michael Mizrachi e quello dell’annata 2005, l’australiano Joe Hachem.
Poi è stata la volta del primo torneo per variantisti, evento #2 AUS$ 2.500 H.O.R.S.E. 7-handed. Prevedibilmente, la partecipazione è stata molto più contenta rispetto all’Opening, ma ha comunque catturato l’attenzione di 64 giocatori, generando un montepremi di AUS$144.000. Vittoria finale da AUS$34.508 del tedesco – ma residente a Malta – Sascha Manns, dopo un deal a tre.
138 sono invece le entry dell’evento #5, AUS$1.500 Hyper Turbo NLHE, concluso con il primo posto di Joshua Cram, ripagato da AUS$46.640.

Il quarto trofeo è finito nelle mani di un altro player locale, Joshua Cram. L’australiano ha vinto il torneo #3 6-Max AUS$5k da 305 entry, dopo aver battuto nel testa-a-testa il connazionale Ryan Henry. AUS$341.635 e $207.645 sono i rispettivi payout. Al 12° posto troviamo Michael Mizrachi (AUS$17.540).
Nel frattempo, il Mystery Bounty AUS$1.500 (evento #4) si trova con 42 giocatori ancora in lizza, su un field complessivo di 912 entry. Il prizepool generato ammonta a 1.185.600 AUD$. Nell’elenco dei giocatori ancora in gara spicca il nome del pro americano Tristan Wade, vincitore di un titolo WSOP Europe (a Cannes nel 2011) e di un anello del circuito WSOP.
Insomma, i primi tornei in calendario hanno già fatto segnare field ampi, in alcuni casi superiori alle edizioni precedenti. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando la lunga pausa che aveva messo in stand-by il festival e le difficoltà logistiche legate ai viaggi internazionali.
La crescita dei numeri è un segnale importante, non solo per gli organizzatori, ma per l’intero movimento pokeristico nella regione Asia-Pacifico, che negli ultimi anni aveva perso visibilità rispetto ad altri mercati più attivi. Se il trend dovesse confermarsi anche nei prossimi giorni, il festival australiano potrebbe tornare stabilmente tra le tappe più rilevanti del calendario internazionale.
Continueremo a tenervi aggiornati sui risultati dell’Aussie Millions, ma a un certo punto l’attenzione si sposterà sul torneo principale.
Il 10.600 AUS$ Main Event (evento #11) debutta lunedì 4 maggio, per concludersi il 10. C’è grande attesa per il clou degli Aussie Millions, soprattutto alla luce della partecipazione vista finora e non è da escludere che l’edizione 2026 del ME possa diventare la più affollata di sempre. Il record da superare è di 822 entry, registrato nell’edizione 2019, la penultima prima dello stop. Quell’anno si è imposto l’attuale n.1 della All Time Money List mondiale: lo statunitense Bryn Kenney.
Immagine di testa: joe Hachem (credits Aussie Millions via PokerNews)