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Un diamante grezzo, ma già pronto per grandi palcoscenici.

Quando Aleksandar Stankovic emetteva il suo primo vagito, papà Dejan era già uno dei calciatori più affermati nella storia della Serbia. Giocava all’Inter, ai piedi della Madonnina, e in effetti è qui che Aleks è nato e cresciuto.

«Vivevo a 100 metri da San Siro, e ogni mattina mi alzavo molto presto per vederlo immerso nell’alba», racconta in una recente intervista a Sky Sport. Nella stessa prosegue rivelando il suo personalissimo sogno, «quello di tornare un giorno a Milano e giocare per l’Inter».

Oggi, che gioca con il Club Brugge, sono molti club europei a contenderselo, e la cosa è strana se pensiamo che fino a due stagioni fa Stankovic, nato il 3 agosto del 2005, giocava nella primavera proprio dell’Inter. Dopo una stagione di assestamento al Brugge, è cresciuto tantissimo nel corso dell’ultimo anno, mettendo su qualche chilo, una psiche più solida, già da giovane uomo, e un peso statistico non indifferente – quello relativo ai gol, come vedremo tra pochissimo.

Stankovic è un calciatore particolare. Ha la muscolatura di un mediano, l’intelligenza di un regista e le doti tecniche di una mezz’ala da 10/15 gol a stagione – parliamo del potenziale. Quest’anno ha giocato molte partite proprio in questo ruolo, che lo ha visto consacrare nel match di Champions League contro il Marsiglia – terminato 3-0, con due assist e un gol da parte sua.

Il suo prezzo di cartellino, dai 10 mln di valore del dicembre 2025, è salito oggi a 25 mln in appena quattro mesi. Il futuro è suo, ma qualcosa ci dice che pure il presente lo sia. Vediamo qualche statistica, e poi analizziamo quali sono i suoi punti di forza e quali quelli su cui si può ancora lavorare.

Le sue statistiche

Nella stagione presente, Stankovic ha giocato in totale 45 partite. Ha segnato 7 gol e realizzato 5 assist, per un totale di 3.560 minuti.

In Jupiter Pro League, massima competizione belga, ha giocato 29 partite, segnando 4 gol e mettendo in sacca 2 assist. In Champions, 10 presenze per lui, con 2 gol e 2 assist. È rimasto a secco di gol solo in Croky Cup (ma ha realizzato un assist) in due presenze totali. Ha segnato anche nelle qualificazioni Champions, una rete in quattro partite.

Lo scorso anno, Stankovic giocava al Lucerna in Super League Svizzera. Qui i suoi numeri erano leggermente inferiori: 40 presenze, 3 gol e 2 assist, con 3179’ minuti totali giocati.

L’anno prima ancora, era in Primavera con l’Inter, dove con 7 gol e 4 assist in 35 presenze aveva già fatto vedere, ad appena 18 anni, che tipo di giocatore fosse. Molto forte fisicamente, molto bravo tecnicamente, con grandi tempi d’inserimento e buona intelligenza tattica – è senz’altro su questo profilo che il serbo è migliorato di più quest’anno.

Punti di forza e di debolezza

Per concludere, cerchiamo di analizzare i suoi punti di forza, e poi quelli di debolezza – se così si può dire per un ragazzo di soli vent’anni.

Come papà Dejan, anche Aleksandar ha un formidabile tiro dalla distanza. Questa caratteristica è confermata, oltre che dalla visione delle partite, dall’analisi tattica che evidenzia come molte sue reti derivino proprio da conclusioni dalla media-lunga distanza – così nell’ultimo gol in Champions contro l’OM ad esempio.

Un altro punto di forza di Aleks è quello degli inserimenti offensivi, abbinato ad una capacità di fare gol non indifferente. Il suo fisico, 185 cm, oltre all’elasticità muscolare che neanche papà Dejan aveva, ne fanno un centrocampista moderno, un box-to-box in grado di ricoprire più ruoli, e alla grande.

Ultima caratteristica degna di nota è la personalità: i suoi tifosi lo adorano per il coraggio dei tackle, ma anche perché Aleks ama assumersi responsabilità in mezzo al campo che non si addicono ad un ragazzo così giovane.

I punti di debolezza hanno più a che fare con il ritmo. Stankovic Jr. deve crescere sotto il profilo dell’intensità, ma anche tatticamente, dove per inserirsi con troppa fretta spesso lascia scoperto il ruolo del centrocampo, provocando buchi in difesa.

Pur essendo molto bravo tecnicamente, poi, deve ancora migliorare tanto sotto il profilo della pulizia del pallone. Spesso ne è innamorato, e questo gli fa perdere qualche tempo di gioco. Stankovic, insomma, è un diamante grezzo. È un giocatore già forte e sul quale un club europeo di medio-alto livello può puntare, ma sapendo anche aspettarlo e crescerlo con fiducia e pazienza. Il sangue che gli scorre nelle vene è dalla sua parte: la personalità di non subire la pressione di questo peso anche.